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    <title>Nitris s.r.l.</title>
    <link>http://www.nitris.it</link>
    <description>NEWS NITRIS</description>
    <language>it</language>
    <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 23:50:05 GMT</pubDate>
    <lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 23:50:05 GMT</lastBuildDate>
    <managingEditor>info@nitris.it</managingEditor>
    <webMaster>grazia.zamboni@nitris.it</webMaster>
    <ttl>60</ttl>
    <item>
      <title>Arriva il transistor da un atomo</title>
      <link>news.aspx?lnridnews=86</link>
      <description><![CDATA[<p><span>Si tratta di un atomo di fosforo posto in uno spazio di 108 milionesimi di millimetro. &Egrave; questo il futuro dei computer? Lo studio su Nature Nanotechnology.</span></p>
<div class="article_content">
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<p>Pi&ugrave; piccoli sono i&nbsp;<strong>transistor</strong>, pi&ugrave; se ne possono stipare in un solo chip, e pi&ugrave; quel&nbsp;<strong>chip</strong>&nbsp;sar&agrave; potente. Questa equazione guida la ricerca nel campo dell'elettronica e dell'informatica da sempre e la miniaturizzazione si &egrave; spinta cos&igrave; in l&agrave; che si &egrave; riusciti persino a creare transistor di un singolo atomo. L'ultimo della serie monoatomica, realizzato con il&nbsp;<strong>fosforo</strong>, &egrave; appena uscito dai laboratori di&nbsp;&nbsp;<strong><a href="http://www.cqc2t.org/biography/98" target="_blank">Michelle Simmons</a></strong>&nbsp;dell'Universit&agrave; di New South Wales di Sidney, in Australia, e sembra parecchio migliore dei suoi predecessori.&nbsp;<br /><br />Un&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transistor" target="_blank">transistor</a>&nbsp;&egrave; un pezzetto di un materiale in grado di condurre l'&nbsp;<strong>elettricit&agrave;</strong>&nbsp;e che, posto tra due elettrodi, pu&ograve; funzionare come un interruttore e come un amplificatore del segnale.&nbsp;<br /><br />I ricercatori hanno ricoperto un&nbsp;<strong>foglio di silicio</strong>&nbsp;con uno&nbsp;<strong>strato di idrogeno</strong>&nbsp;e hanno usato una punta di un particolare microscopio, detto&nbsp;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio_a_effetto_tunnel" target="_blank">a effetto tunnel</a></em>, per rimuovere in modo estremamente preciso solo alcuni atomi di idrogeno, seguendo un disegno prestabilito. Poi hanno preso due paia di striscioline di questo materiale e le hanno disposte perpendicolarmente le une alle altre, giustapponendo un piccolo rettangolo di appena sei atomi di silicio nel mezzo. Il tutto &egrave; stato poi esposto a&nbsp;<strong>fosfuro di idrogeno</strong>(PH&nbsp;<sub>3</sub>) gassoso ed &egrave; stato fornito calore: in questo modo gli atomi di fosforo, conduttivi, si sono legati al silicio e, in particolare, un solo atomo si &egrave; andato a posizionare sul rettangolo centrale.&nbsp;<br /><br />E il bello sta proprio qua. La parte pi&ugrave; difficile nella realizzazione di transistor monoatomici, infatti, sta nel riuscire a&nbsp;<strong>posizionarli esattamente</strong>&nbsp;l&agrave; dove li si vuole. Un passaggio fondamentale perch&eacute; questa tecnologia possa passare alla fase applicativa.&nbsp;<br /><br />Il risultato del procedimento messo a punto da Simmons &egrave; un sistema formato da 4 elettrodi di fosforo e un atomo centrale dello stesso elemento. Come descritto su&nbsp;<em><a href="http://dx.doi.org/10.1038/NNANO.2012.21" target="_blank">Nature Nanotechnology</a></em>, ciascuna coppia di elettrodi sono separati da una distanza pari a 108 nanometri (milionesimi di millimetro). Se si crea una differenza di potenziale, la corrente passa per forza attraverso il singolo atomo di fosforo centrale, che quindi funziona da transistor.&nbsp;<br /><br />L'applicazione, per&ograve;, &egrave;&nbsp;<strong>lontana</strong>. Come fa notare il fisico&nbsp;<a href="http://pfc.umd.edu/index.php/about-us/people/fellows/57-kane.html" target="_blank">Bruce Kane</a>&nbsp;dell'Universit&agrave; del Maryland (che non ha partecipato allo studio) su&nbsp;<em><a href="http://www.newscientist.com/article/dn21494-single-atom-transistor-gets-precise-position-on-chip.html" target="_blank">New Scientist</a></em>, il transistor funziona solo per temperature prossime allo&nbsp;<strong>zero assoluto</strong>&nbsp;(inferiori al grado Kelvin, -272,15 &deg;C) e la sua realizzazione &egrave; ancora complicata e lenta. &ldquo;&nbsp;<em>Vero</em>&nbsp;&ndash; ribatte Simmons &ndash;&nbsp;<em>ma questa resta pur sempre una delle poche tecniche che permetteranno di costruire un dispositivo di un solo atomo</em>&rdquo;.&nbsp;<br /><br />Intanto c'&egrave; chi crede che il futuro di questa tecnologia sia nei futuri computer quantistici, come&nbsp;<a href="http://www.levylab.org/" target="_blank">Jeremy Levy</a>&nbsp;dell'Universit&agrave; di Pittsburgh in Pennsylvania. &ldquo;&nbsp;<em>Lo spin degli elettroni in atomi di fosforo isolati possono rappresentare i&nbsp;</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Qubit" target="_blank"><em>qubit</em></a><em>, l'equivalente quantistico dei bit. Controllare l'interazione tra qubit richiede di conoscere esattamente dove questi atomi si trovano. Ora che questo primo passo &egrave; fatto, la prossima sfida &egrave; far comunicare due di questi transistor</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><span><br /></span></p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Imprese: Apple, Fb e Google guidano classifica delle piu' innovative</title>
      <link>news.aspx?lnridnews=87</link>
      <description><![CDATA[<p><span>Apple, Facebook, Google, Amazon e Twitter sono le 5 societa' che guidano la classifica mondiale della aziende che hanno fatto dell'innovazione la loro parola d'ordine. Il report viene stilato ogni anno dalla rivista americana di settore 'Fastcompany' (www.fastcompany.com). La prima societa' nel campo farmaceutico, posizionata esattamente a meta' classica, e' Genentech, una divisione del gigante svizzero Roche. La motivaziona che secondo gli autori della classifica ha fatto guadagnare a Genentech il primato nel suo settore in questo campo e' "la realizzazione di terapie genetiche personalizzate contro il cancro". "La scorsa estate - si legge sul sito di Fastcompany - il suo farmaco Zelboraf* ha ottenuto l'approvazione dell'ente regolatorio americano Food and Drug Administration (Fda), come primo medicinale mirato per una mutazione genetica associata a circa la meta' dei casi di melanoma. Gli analisti - concludono gli autori della classifica - si aspettano vendite annuali pari a 732 milioni dollari dal 2015".</span></p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Per l'esame del Dna ora basta una chiavetta Usb</title>
      <link>news.aspx?lnridnews=88</link>
      <description><![CDATA[<p><span>C'era da aspettarselo, e infatti ci siamo: l'analisi del Dna &egrave; arrivata alle dimensioni di una chiavetta Usb. Un apparecchio grande pochi centimetri, venduto a meno di mille dollari, e da collegare direttamente al computer attraverso una normale porta Usb &egrave; in grado di leggere il genoma e passare i risultati al nostro pc. O almeno questo &egrave; quello che promette una societ&agrave; inglese, la&nbsp;</span><a class="tab_art" href="http://www.nanoporetech.com/" target="_blank">Oxford Nanopore</a><span>, che ha messo a punto una tecnica per l'esame delle sequenze genetiche che sarebbe molto pi&ugrave; veloce, in grado di occupare molto meno spazio, ma altrettanto precisa di quelle che oggi si usano nei laboratori di tutto il mondo.</span></p>
<p><span><span>La promessa della startup britannica &egrave; di mettere in vendita entro la fine dell'anno il suo&nbsp;</span><a class="tab_art" href="http://www.nanoporetech.com/technology/minion-a-miniaturised-sensing-instrument" target="_blank">MiniON</a><span>, il dispositivo tascabile per il sequenziamento del Dna, ad appena 900 dollari o anche meno.</span></span></p>
<p><span><span><span>La Nanopore spiega di esser riuscita in questa impresa grazie al sistema di analisi su cui lavora fin dall'inizio e che ha ispirato il nome stesso della societ&agrave;: l'uso di nanopori realizzati all'interno di polimeri. In pratica, il Dna (ma lo stesso vale per una qualunque altra molecola da analizzare, come una proteina) viene costretto a passare attraverso uno spiraglio piccolissimo, di dimensioni nanometriche appunto, attraverso il quale la lunga catena di basi che costituisce l'informazione genetica pu&ograve; presentarsi solo completamente srotolata. A quel punto, un sistema di registrazione di segnali elettronici semplicemente "legge" e memorizza la sequenza delle basi, grazie alla diversa risposta fornita da sequenze differenti. Ovviamente l'esame avviene solo con un pezzetto di codice genetico alla volta e le diverse sequenze registrate devono poi essere rimesse nell'ordine giusto, ma in compenso il procedimento lavora in modo continuo e a quanto pare il sistema funziona anche per ricostruire interi Dna, fino agli oltre 3 miliardi di basi di quello umano.</span></span></span></p>
<p><span><span><span><span>Anzi, la Nanopore annuncia pure che basta un apparecchio un po' pi&ugrave; grande, chiamato GridiON, per arrivare a sequenziare un intero genoma umano nel giro di 15 minuti. Per lanciare l'analisi sarebbe sufficiente qualche goccia di sangue. GridiOn &egrave; un sistema modulare, che sembra un po' un server per computer, con tanti apparecchi impilati uno sopra l'altro a seconda delle esigenze: pu&ograve; lavorare facendo passare le sequenze di basi azotate attraverso una batteria anche di 8.000 nanopori e se oggi sono necessari pi&ugrave; "cartucce" da 2.000 nanopori ciascuna, entro l'inizio del prossimo anno ci sar&agrave; una versione con 8.000 nanopori tutti insieme sullo stesso dispositivo. Un traguardo spettacolare: alla fine del secolo scorso (ma significa appena dodici anni fa) il primo sequenziamento di un&nbsp;</span><a class="tab_art" href="http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/dieci-anni-dal-sequenziamento-del-genoma-umano" target="_blank">genoma umano</a><span>&nbsp;aveva richiesto pi&ugrave; di un anno anche alla velocissima Celera Genomics di Craig Venter, impegnata nella corsa allo spasimo con il consorzio pubblico di ricerca che puntava allo stesso risultato (e la corsa si chiuse praticamente alla pari, con Venter solo pi&ugrave; veloce nel dare l'annuncio). Senza contare che Venter e i suoi lavorarono mettendo una lunga batteria di computer a elaborare i dati, mentre adesso tutto &egrave; racchiuso in apparecchi poco pi&ugrave; grandi di una scatola da scarpe o, come nel caso del MiniOn, davvero minuscoli per quello che riescono a fare.</span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span>Appena un mese fa, un'altra startup, l'americana Life Technologies, aveva fatto sapere di poter mettere a disposizione di tutti un apparecchio del costo di appena 150 mila dollari e capace di leggere per meno di mille dollari il Dna di un uomo in meno di ventiquattro ore. Lo Ion Proton (Ion Torrent &egrave; il nome dell'amministratore delegato dell'azienda) &egrave; stato presentato come uno strumento grande poco pi&ugrave; di una stampante e dotato di un chip che assomiglia alla scheda SD di una macchina fotografica.</span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span><span>La societ&agrave; inglese, si rivolge ovviamente ai laboratori di ricerca e decanta la comodit&agrave; e precisione del proprio dispositivo. Lo stesso fa la Life Techonologies ed &egrave; chiaro che novit&agrave; di questo genere fanno la felicit&agrave; dei ricercatori di tutto il mondo, che possono avere a disposizione strumenti sempre pi&ugrave; economici per il prioprio lavoro, dei laboratori degli ospedali, che sognano di poter offrire migliori analisi in tempi pi&ugrave; brevi e a costi accessibili a tutti, e dei finanziatori di queste imprese, che sperano di poter vedere presto lauti profitti. Ma &egrave; pure evidente che questi annunci strizzano l'occhio alla possibilit&agrave; per ciascuno di noi di avere in poco tempo e con poca spesa una informazione completa sul proprio patrimonio genetico. Ed &egrave; proprio nei confronti di questa deriva che molti genetisti nutrono grosse preoccupazioni: conoscere la sequenza del proprio Dna non significa saperlo leggere, anzi, non significa nemmeno che gli stessi genetisti lo sappiano davvero leggere. La possibilit&agrave; di conoscere in anticipo la percentuale di rischio di poter sviluppare una certa malattia pu&ograve; essere una informazione estremamente importante, soprattutto se si tratta di una malattia seria ma curabile; essere travolti da un numero imprecisato di notizie tutte la leggere in chiave probabilistica sulla propria salute presente e futura potrebbe rappresentare un rischio enorme.</span><br /></span></span></span></span></span></p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tablet ed e-reader a quota 500 milioni entro il 2015. Un business da 100 miliardi di dollari</title>
      <link>news.aspx?lnridnews=89</link>
      <description><![CDATA[<p><span>Un vera e propria invasione. Computer a tavoletta e lettori di libri elettronici, i due prodotti che hanno cambiato &ndash; con gli smartphone &ndash; il modo di utilizzare i dispositivi elettronici all'insegna di apps e interfacce touch raggiungeranno entro il 2015 volumi di vendita impressionanti. O almeno questo dice un nuovo studio della societ&agrave; di ricerca e consulenza BI Intelligence reso pubblico da alcuni siti tecnologici americani nei giorni scorsi.</span></p>
<p><span><span id="U261555201405O">I tablet, in particolare, sono accreditati di un ruolo cruciale nell'economia della societ&agrave; digitale</span><span>&nbsp;perch&egrave; diventeranno il pi&ugrave; diffuso strumento di interazione uomo-macchina a portata di utente. E l'evoluzione della domanda di questi prodotti rende bene l'idea della portata del fenomeno. Fra quattro anni infatti il numero di tavolette vendute salir&agrave; a 414 milioni, rispetto ai 65 milioni del 2011 e i 117 milioni previsti per quest'anno. Aggiungendo la quota degli e-reader, 68 milioni, ecco che si arriva a 481 milioni di unit&agrave;, una cifra ben superiore a quella (360 milioni) che esprime attualmente il mercato dei tradizionali pc e che sar&agrave; correlabile a un giro d'affari globale di oltre 100 miliardi di dollari.</span></span></p>
<p><span><span><span>A cosa si deve questo boom? Secondo Alex Cocotas, l'analista di BI Intelligence che ha firmato il report, sono tendenze ormai consolidate come la consumerizzazione, e quindi il progressivo ingresso di smartphone e tablet in azienda, a trainare la domanda di questi dispositivi. E poi ci sono le virt&ugrave; di prodotto ideale per l'education, virt&ugrave; che si aggiungono a quelle assai note di strumento per l'entertainment da viaggio e quelle, oggi ancora poco affermate, di terminale buono anche per gestire le attivit&agrave; di business. Altro driver del mercato, inoltre, sono i mercati emergenti: da oggi al 2015 un miliardo di nuovi utenti entreranno in Rete attraverso le tecnologie mobili e molti di questi potrebbero optare per i tablet a prezzi pi&ugrave; accessibili (il successo del Kindle Fire di&nbsp;</span><a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/amazon.html">Amazon</a><span>&nbsp;ne &egrave; gi&agrave; una prova e su questo solco si dovrebbe lanciare anche Google con un nuovo prodotto a marchio Motorola). In ogni caso il prezzo medio di vendita di un tablet nel 2015 &egrave; previsto essere di 246 dollari, contro i 533 del 2011 e i 400 stimati per quest'anno.</span></span></span></p>
<p><span><span><span><span>Considerando che&nbsp;</span><span id="U26155520140o9B">gi&agrave; nel corso del 2011 le vendite di smartphone hanno superato per la prima volta quelle dei personal computer</span><span>, se non siamo gi&agrave; ora nell'era post pc &ndash; definizione molto cara a&nbsp;</span><a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/steve-jobs.html">Steve Jobs</a><span>&nbsp;&ndash; poco ci manca. Sempre che le previsioni di cui sopra troveranno debita conferma sul campo.</span><br /></span></span></span></p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dietrofront Rai, niente canone per smartphone, tablet e pc</title>
      <link>news.aspx?lnridnews=90</link>
      <description><![CDATA[<p><span>Viale Mazzini fa retromarcia e nega di pretendere una tassa sul possesso di gadget collegati alla Rete.</span></p>
<p><span><em>"La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone".</em><br /><br /><span>Con&nbsp;</span><a href="http://www.ufficiostampa.rai.it/comunicati_aziendali/20120221/rai__nulla_e__dovuto_per_mero_possesso_computer__tablet_e_smartphone.html" target="_blank">un comunicato</a><span>&nbsp;diffuso oggi,&nbsp;</span><strong>la Rai smentisce s&eacute; stessa</strong><span>&nbsp;e l'ingiunzione inviata a cinque milioni di imprese nei giorni scorsi.&nbsp;&nbsp;</span><em><a href="http://gadget.wired.it/news/tv/2012/02/20/oggetti-che-pagano-il-canone-rai-65487.html">"La lettera inviata</a>&nbsp;dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, societ&agrave; ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, societ&agrave; ed enti abbiamo gi&agrave; provveduto al pagamento per il possesso di uno o pi&ugrave; televisori".&nbsp;<br /><br /></em><span>Nei giorni scorsi&nbsp;</span><a href="http://gadget.wired.it/news/tv/2012/02/20/oggetti-che-pagano-il-canone-rai-65487.html">avevamo immaginato</a><span>&nbsp;come un monitor di computer, un sistema di videosorveglianza e perfino un videocitofono potessero essere adattati alla ricezione del segnale radiotelevisivo, caratteristica necessaria perch&eacute; l'oggetto rientrasse tra quelli soggetti al pagamento del canone.&nbsp;</span><br /><br /><span>Con la prima interpretazione finalmente diffusa da quel lontano&nbsp;</span><strong>Regio decreto 246 del 1938</strong><span>&nbsp;che regola la tassa sul possesso di apparecchi&nbsp;</span><em>atti o adattabili</em><span>&nbsp;alla ricezione delle&nbsp;</span><em>radioaudizioni,&nbsp;</em><span>il comunicato di oggi&nbsp;</span><em>"limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster"&nbsp;</em><span>come accade in Inghilterrra con la&nbsp;BBC, che nella richiesta del canone ha inserito anche computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.&nbsp;</span><br /><br /><span>Il comunicato si chiude con un&nbsp;</span><strong>potenziale autogol.</strong><span>&nbsp;Specificando che&nbsp;</span><em>"in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore",</em><span>&nbsp;la Rai apre ora un nuovo fronte: il canone si paga o no se sei in possesso solo di una radio? A leggere queste righe,&nbsp;</span><strong>pare di no.</strong><br /></span></p>]]></description>
      <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
    </item>
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